Cappotti anni ’50

Quando i cappotti diventano un'icona della femminilità


cappotti anni '50

Negli anni ’50 il cappotto diviene un must have nel guardaroba di ogni donna grazie alla genialità di Christian Dior che lo rivoluziona completamente armonizzandolo con le fattezze femminili.

Nel ’50 ne reinterpreta le linee creando il modello Siam il quale si presenta con un importante collo alto a incrocio e delle grandi tasche laterali tagliate obliquamente per permettere d’inserirvi le mani dentro in maniera più naturale e spontanea.

Nel ’52 ne propone una versione incredibilmente innovativa dalle linee sinuose e con una martingala, cioè una cintura incompleta, applicata posteriormente all’altezza della vita, dello stesso tessuto e colore dell’indumento. Tramite questa fascia cerca di valorizzare il vitino da vespa, sul quale in questo decennio viene posta particolare attenzione, stringendolo e definendolo maggiormente. Mediante queste riforme il cappotto è meno standardizzato, diventa molto più femminile, appare particolarmente aggraziato, mette in risalto il fisico delle donne e si designa come un capo d’abbigliamento ideale per essere indossato su delle gonne a corolla in sintonia con lo stile New Look creato sempre da Christian Dior.

Sostanzialmente in questi anni si verifica una svolta decisiva perchè lo stilista, con i suoi accorgimenti, riesce a rivalutare il soprabito invernale e lo trasforma da semplice capo funzionale per proteggersi dal gelo a capo simbolo di buon gusto e di classe in grado di esaltare la silhouette di una donna.

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